Tolto il gradino più alto del podio (vedi il primo post di questa rubrica) ora la scelta si fa più complicata. Ci sono tante serie tv che occupano il secondo gradino del podio... tutte per meriti differenti. Con generi assai distanti fare una classifica lascia il tempo che trova... quindi lasciamo perdere questa cosa del secondo gradino del podio, e vi parlo semplicemente di una delle più belle tv series ever made. Oz.
Oz, short for Oswald Maximum Security Penitentiary. The whole show was filmed exclusively within this structure (with the exception of flashbacks where we learn of the crimes of the various prisoners). In this prison, or rather, more specifically, in one particular arm, the Paradise, the stories are told, the braids, vengeance, love and regrets of a large number of prisoners. But Oz is not only a serious violent, cruel and bitter, is a series where the viewer is led away into the prison, is brought to reflect on the many issues that have bearing wire of each episode. This happens through the narrative device that holds la serie: il detenuto Augustus Hill (interpretato da Harold Perrineau Jr.) fa da cantastorie, in ogni puntata ci racconta la sua visione del mondo, delle vita, dell'uomo. Il "problema" di Oz è che non possiamo affezionarci a nessuno... la vita all'interno del carcere può durare molto poco.
Oz è la serie degli anonimi, degli esclusi, dei "rifiuti" della società.
Vi lascio con una citazione dello stesso Augustus Hill:
"[...]Vi ricordate quando la professoressa di storia vi diceva che il corso degli eventi umani cambia per gli atti dei grandi uomini? Quella troia mentiva! Affanculo Cesare, fanculo Lincoln, fanculo il Mahatma Gandhi. Il mondo continua a muoversi grazie a voi e a me: gli anonimi. Le rivoluzioni start because there is no bread. The wars are unleashed for a chess game [...]"
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